Boccabugia concorso poesia estemporanea a Vergemoli
Palio di San Jacopo di Gallicano

Dove siamo

Siamo a Vergemoli, oggi nel comune di Fabbriche di Vergemoli, sul versante apuano della Garfagnana.
Un paese raccolto, circondato da boschi e silenzi, dove la parola – da sempre – ha avuto un peso specifico.

Qui, ogni prima domenica di agosto, si tiene il Boccabùgia, uno dei concorsi di poesia estemporanea più longevi e sentiti della Toscana.

Chi sono gli eroi

Gli eroi sono i poeti.
Ma non quelli da libro stampato.

Sono uomini e donne capaci di:

  • ascoltare un tema
  • pensare in fretta
  • giocare con le rime
  • usare ironia, intelligenza, memoria popolare

Accanto a loro, la giuria, il pubblico, il paese intero che ogni anno si ritrova attorno alla parola detta ad alta voce.

Chi era il Boccabùgia

Il concorso prende il nome da Iacopo Vanni (1854–1911), detto appunto il Boccabùgia.
Il soprannome, secondo la tradizione, derivava:

  • dalla “bocca vuota”, forse senza denti

  • oppure dalla bocca sempre aperta, pronta a parlare e rispondere in rima

Di lui si ricordano ancora celebri sfide poetiche, come quelle con il Chioccoron di Careggine, avvenute a Castelnuovo di Garfagnana, dove i poeti si affrontavano dall’alto delle pedane, colpo su colpo, verso su verso.

Cosa accade davvero

Il giorno del Boccabùgia il paese torna in vita.

  • Una giuria propone diversi temi
  • Uno viene estratto a sorte
  • I poeti si disperdono tra boschi, piazze, angoli ombrosi
  • Hanno circa un’ora e mezzo per comporre i versi

Poi tornano.
E davanti al pubblico declamano le poesie appena nate.

Niente correzioni, niente ripensamenti.
Solo parola viva.

Al termine:

  • viene decretata la poesia vincitrice
  • il vincitore rilegge la propria composizione
  • il paese continua a fare festa, tra bande, cori di montagna, vino e torte

Perché è autentico

Perché qui la poesia non è élite.
È gioco, sfida, relazione.

Il Boccabùgia:

  • non spettacolarizza

  • non semplifica

  • non addomestica la parola

La lascia libera, ironica, popolare.
Come è sempre stata in montagna.

Un evento che cresce senza snaturarsi

Nel corso degli anni il concorso ha richiamato pubblico da tutta la regione.
Il 42° Boccabùgia del 2013 è stato presentato da Paolo Ruffini, già conduttore delle edizioni 2009 e 2010, occasione in cui gli è stata conferita la cittadinanza onoraria. Da allora è praticamente ospite fisso.

Un riconoscimento importante, senza perdere il cuore popolare dell’evento.

A chi è rivolto

A tutti.
Concittadini e forestieri.
Amanti della poesia, della lingua, dell’ironia.
A chi crede che le parole, dette bene e insieme, possano ancora unire.

Chiusura di senso

Il Boccabùgia di Vergemoli ci ricorda che la cultura non vive solo nei libri.
Vive nelle voci.
Nel coraggio di esporsi.
Nel gioco serio della parola condivisa.

Qui la Toscana non si consuma.
Si ascolta.
E, qualche volta, risponde in rima.